Perché HTTPS conta per la SEO
Google usa HTTPS come segnale di posizionamento leggero ma confermato. Più importante: i browser (Chrome, Firefox, Safari) marchiano esplicitamente i siti HTTP come «Non sicuri», spaventando i visitatori e danneggiando le conversioni. Dal 2018 l'etichetta «Non sicuro» compare su tutte le pagine HTTP, anche senza form di inserimento dati.
Il problema del mixed content
Dopo la migrazione a HTTPS si verifica un errore comune: la pagina principale si carica via HTTPS, ma alcuni elementi (immagini, CSS, JS, font) vengono ancora richiesti via HTTP. I browser possono bloccare questi contenuti (soprattutto gli script), rompendo visualizzazione e funzionalità.
<!-- Bad: loading an image over HTTP on an HTTPS page -->
<img src="http://example.com/photo.jpg" />
<!-- Good: relative path or HTTPS -->
<img src="/photo.jpg" />
<img src="https://example.com/photo.jpg" />Come migrare a HTTPS senza problemi
- Ottieni e installa un certificato SSL (va bene anche uno gratuito Let's Encrypt).
- Configura redirect 301 da HTTP a HTTPS per tutte le pagine.
- Aggiorna tutti i link interni assoluti, i tag canonical, la sitemap, robots.txt e hreflang.
- Controlla il sito per il mixed content (con Why No Padlock o gli strumenti di sviluppo del browser).
- Aggiungi la versione HTTPS in Google Search Console e Google Analytics.
- Aggiorna i servizi esterni che puntano al tuo sito (reti di affiliazione, account pubblicitari).